Come oramai da tradizione durante la prima settimana di agosto il GGCR ha organizzato un campo speleologico sul Monte Petrella (Lazio – Monti Aurunci, Comune di Spigno Saturnia).

Vengono di seguito illustrati sinteticamente i risultati delle attività esplorative:

  • Pozzo Cyrano (1546 La): rivisitata questa piccola cavità esplorata dallo Speleo Club Roma nel 1997 e caratterizzata da una forte corrente d’aria all’ingresso. Confermato quanto già segnalato dai primi esploratori: la grotta chiude su detrito alla profondità di 24m, senza lasciare speranze.
  • Ciauca della Neve (1646 La): ampio pozzo profondo 14m, sceso la prima volta dal Gruppo Speleologico Aurunco Tri. Ma., quindi rivisitato nel 1997 dallo Speleo Club Roma. La nostra perlustrazione ha verificato la presenza di uno spesso tappo detritico e di scarsa circolazione d’aria.
  • Pozzo Subito (1909 La): grotta scoperta nel 2012 dal GGCR, costituita da due brevi verticali seguite da una lunga e scomoda galleria d’interstrato, a tratti incisa sul pavimento a formare uno strettissimo meandro, quasi sempre impraticabile. Le esplorazioni erano ferme dopo circa 80m di sviluppo planimetrico; le nuove indagini hanno permesso di strappare alla grotta ancora una ventina di metri di cunicoli… l’assenza d’aria e gli ambienti sempre più stretti hanno portato a dichiarare la cavità “chiusa”.
  • Grotta Majin Bu (1910 La): grotta molto aricolata ad andamento prevalentemente verticale, scoperta nel 2012 dal GGCR ed esplorata a più riprese fino alla profondità di 85m, scendendo una serie di grandi pozzi paralleli. Dall’anno scorso si insegue l’aria che si incanala all’interno di esigui meandri sospesi sulla sommità di questi baratri, costringendo ad improbabili disostruzioni volanti e a continui traversi… l’ennesimo pendolo verso un’allettante finestra ci ha condotto dentro un ramo cieco in risalita… il bandolo della matassa rimane da sciogliere.
  • Grotta 2000 (2000 La): cavità scoperta nel 2013 su segnalazione di Antonio Petrone e Francesco Cardillo, le esplorazioni del GGCR sono ancora in corso e ben lontane dal potersi ritenere concluse. La grotta presenta una complessità davvero sorprendente: grandi ambienti di chiara origine tettonica si alternano a gallerie d’interstrato; zone franosissime lasciano il posto a tratti riccamente concrezionati. Una forte corrente d’aria rappresenta l’unico filo d’Arianna entro questo labirinto in tre dimensioni. Alla profondità di circa 50m un lungo ed impegnativo traverso su un grande pozzo da 30m ha condotto fino ad una finestra, oltre la quale imponenti fenomeni di crollo hanno generato un groviglio di ambienti illogici. Le esplorazioni di quest’anno hanno raggiunto un pozzo profondo una ventina di metri, ancora da scendere. L’aria è stata forse rintracciata sopra una risalita effettuata in un’altra zona della grotta.

Grotta 2000. Risalendo

Abisso Pitagorico. Bassa galleria d'interstrato

 

  • Abisso Petrella (1751 La): grotta caratterizzata da un grande ingresso che si apre appena 30 metri sotto la cima del monte, e per questo conosciuta da sempre. I primi due pozzi furono certamente esplorati negli anni ’80 del secolo scorso da speleologi del gruppo locale Tri.Ma.; ricerche sistematiche nelle zone più profonde sono state condotte dal GGCR a partire dal 2010. La violenta circolazione d’aria dell’ingresso è stata rincorsa per anni attraverso un dedalo di meandri, cunicoli e piccole verticali: in questa maniera oggi ad una profondità massima di appena 44m si associa un non trascurabile sviluppo planimetrico di quasi 140m. L’ultimo fronte esplorativo possibile, una esigua condottina fossile, si sta rivelando la probabile via giusta verso gli sviluppi profondi di questa importante grotta; 10m di disostruzione hanno permesso ai più magri del gruppo di arrivare ad affacciarsi su un nuovo pozzo stimato una quindicina di metri, l’aria sembra incanalata in buona parte lungo questo budello.
  • Abisso Innominato (1916 La): splendida grotta ad andamento verticale scoperta dal GGCR nel 2012. Le esplorazioni hanno raggiunto nel volgere di due anni la profondità di 220m e sono attualmente ferme su uno stretto meandro percorso da acqua e aria. In occasione del campo è stato effettuato un traverso a metà del grande pozzo da 78m per sondare un’auspicata diffluenza fossile, rivelatasi alla prova dei fatti un semplice arrivo.
  • Abisso Pitagorico: fino all’anno scorso si trattava di un minuscolo forellino arieggiato posto a 1510m s.l.m., segnalatoci da tale “Archimede”, un simpatico escursionista di Spigno Saturnia. In occasione di questo campo si è deciso di prendere di petto quello che si prefigurava essere l’ingresso più alto di tutti i Monti Aurunci, e uno dei più alti di tutta la Catena dei Volsci. La nostra fatica è stata ripagata da un nuovo e promettentissimo abisso: un primo saltino immette in una lunga, bassa ed inaspettata galleria d’interstrato, che scende con inclinazione costante per una cinquantina di metri; dopo poco un primo ringiovanimento sprofonda in una verticale di 10m, seguita da un meandro discendente con aria, le esplorazioni si sono arrestate su un banale restringimento. Proseguendo lungo la galleria si procede fino ad un pozzo cieco che è stato necessario traversare in artificiale per imboccare nuovamente il condotto fossile. Tre restringimenti hanno richiesto operazioni di allargamento dei passaggi, fino a raggiungere l’orlo di un ampio pozzo profondo una decina di metri; dalla sua base un passaggio sospeso affaccia direttamente su un secondo pozzo stimato oltre 20m, ancora inesplorato…